La funzione OPERATIONS
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In azienda rappresenta la funzione più complessa da gestire ed è l’area che maggiormente contribuisce al valore aggiunto. La sua gestione è particolarmente complessa perché i processi che qui si svolgono sono estremamente interconnessi e interdipendenti, richiedendo il rispetto di numerosi vincoli e condizioni al contorno sia all’interno che all’esterno dell’azienda.
Deve garantire il raggiungimento di numerosi obiettivi, talvolta contrastanti. Tra gli obiettivi principali ci sono innanzitutto i requisiti del cliente contenuti nell’ordine d’acquisto ed il rispetto di tali requisiti da parte dell’azienda (la famosa “promessa al cliente” riportata nella conferma d’ordine) è strettamente correlato alla reputazione sul mercato, al ricevimento di nuovi ordini e, in definitiva, ad un buon andamento del business. Per questo motivo viene data assoluta priorità al rispetto delle richieste contrattuali contenute nell’ordine, garantendo così la completa soddisfazione del cliente in termini di: rispetto dei tempi di consegna promessi al cliente, rispetto delle quantità promesse al cliente, rispetto del livello di qualità attesa dal cliente.
Questo è ciò di cui si occupano principalmente le operations. Oltre che mantenere i processi sicuri, efficienti e sostenibili.
MA COSA SONO LE OPERATIONS?
Le operations possono essere definite in vari modi, ma la definizione più comunemente accettata la descrive come “funzione aziendale che comprende tutti i processi coinvolti nella creazione fisica del prodotto finale, dalla ricezione di un ordine di acquisto dal cliente fino alla consegna della merce“.
Nello specifico, quali sono i processi coinvolti?
Il processo principale, noto come processo primario, comprende il seguente insieme di attività:
o attività logistiche INBOUND, che sono le attività di supply chain che comprendono l’organizzazione e la gestione dell’acquisto, dell’arrivo e dello stoccaggio a magazzino delle materie prime, oltre che la gestione delle attività in outsourcing;
o attività produttive, ossia tutte le attività di lavorazione e assemblaggio che portano alla creazione di un prodotto finito;
o attività logistiche OUTBOUND, cioè le attività di supply chain che coinvolgono l’organizzazione e la gestione dei prodotti fabbricati, dal loro scarico fisico e contabile a magazzino fino alla spedizione al cliente finale.
Le attività del processo primario sono organizzate e costantemente monitorate dall’ente di pianificazione e controllo. Questo ufficio rappresenta il cuore pulsante e “torre di controllo” della funzione, dove vengono centralizzate tutte le informazioni provenienti dal campo e viene monitorato l’intero processo primario. Soprattutto, qui si prendono le decisioni e si gestiscono tutti gli imprevisti.
In altre parole, è il luogo in cui si generano i risultati finali della gestione.
TUTTO PARTE DALLA PIANIFICAZIONE
Il principale strumento di gestione è il Master Production Schedule (MPS), documento strategico che specifica quanto e cosa dovrà essere prodotto nel periodo di riferimento. Una volta verificata la sua fattibilità, questo documento serve come linea guida per gestire il processo logistico di approvvigionamento (logistica inbound). In poche parole, sulla base dell’MPS si emettono gli ordini di acquisto ai fornitori (materie prime e attività in conto lavoro) e gli ordini di produzione ai reparti di produzione. Senza entrare nel dettaglio sulle modalità di emissione, si richiamano le strategie gestionali di tipo “PULL” (derivanti dall’applicazione del modello LEAN) o di tipo “PUSH” (derivanti dall’utilizzo degli strumenti gestionali MRP/ERP).
Il processo logistico inbound governa anche la gestione del magazzino materie prime. Ciò significa organizzare e monitorare tutti i movimenti fisici delle merci (arrivo al magazzino e successiva ubicazione, picking e spostamento lato linea nei reparti produttivi) e tutti i flussi documentali e informativi.
Il processo di produzione comprende tutte le attività per la fabbricazione del prodotto finito a partire dalle materie prime e consiste in attività di trasformazione (lavorazioni per sottrazione o aggiunta di materiale, trattamenti superficiali, etc..), di assemblaggio (operazioni di giunzione tra elementi) e di verifica dimensionale e funzionale. Il suo scopo è quello di ottenere la piena efficacia nel raggiungimento degli obiettivi fissati (tempi, quantità, qualità) e la massima efficienza nell’esecuzione delle attività (ottimizzazione della manodopera, delle materie prime e dei costi).
Il processo logistico outbound gestisce le attività relative ai prodotti finiti, ossia la loro movimentazione fisica verso il magazzino e la gestione contabile di quanto prodotto. Esegue inoltre della spedizione dei prodotti al cliente finale.
Si conclude così la prima parte. Nella seconda parte di questo approfondimento si descriveranno gli altri processi coinvolti nella funzione operations:
o processi di assicurazione e controllo della qualità;
o processi EHS, relativi alla certificazioni dei Sistemi di gestione ambientale e della salute e sicurezza dei lavoratori insieme al monitoraggio delle prescrizioni e degli aspetti legislativi contenuti nelle normative di riferimento;
o processi di ingegneria industriale riguardanti la manutenzione di impianti e macchinari, l’identificazione e il controllo degli investimenti in capex, l’industrializzazione di nuovi prodotti, il monitoraggio dell’efficienza dei processi, etc..
– FINE PARTE PRIMA –





